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	<title>Viaggio di una Naturalista intorno al Web &#187; Specie protette</title>
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	<description>sito-blog di Francesca Birardi</description>
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		<title>La pianta &#8220;relitto&#8221;: la Palma nana</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora terrestre]]></category>
		<category><![CDATA[Chamaerops humilis]]></category>
		<category><![CDATA[Palma nana]]></category>
		<category><![CDATA[Specie protette]]></category>

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		<description><![CDATA[[Ordine: Arecales; Famiglia: Arecaceae; Genere: Chamaerops; Specie: C. humilis]

È molto frequente vedere questa piccola palma, che però in alcuni casi può  raggiungere anche la ragguardevole altezza di 2 metri, sulle coste rocciose dell&#8217;Argentario e del Parco della Maremma.
Il nome Chamaerops viene dal greco chamai, che significa &#8220;per terra&#8221;, e rhôps, che vuol dire &#8220;cespuglio&#8221;; i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Ordine: Arecales; Famiglia: Arecaceae; Genere: Chamaerops; Specie: <em>C. humilis</em>]</p>
<p><img class="size-full wp-image-116 alignleft" style="margin: 0px 8px;" title="palmanana" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/11/palmanana.jpg" alt="palmanana" width="280" height="200" /></p>
<p>È molto frequente vedere questa piccola palma, che però in alcuni casi può  raggiungere anche la ragguardevole altezza di 2 metri, sulle coste rocciose dell&#8217;Argentario e del Parco della Maremma.</p>
<p>Il nome Chamaerops viene dal greco <em>chamai</em>, che significa &#8220;per terra&#8221;, e <em>rhôps</em>, che vuol dire &#8220;cespuglio&#8221;; i greci, infatti, la chiamavano &#8220;palma gettata per terra&#8221;.</p>
<p>Questa specie è endemica del Mediterraneo e in Italia si è sviluppata durante il Terziario (tra 60 e 2 milioni di anni fa), quando il clima era molto più caldo di adesso. Durante questo periodo caldo molte specie di palme si sono spostate verso Nord, ma dopo le glaciazioni dell&#8217;Era Quaternaria, sono ritornate nel loro areale di origine, che è la fascia tropicale. La palma nana, durante le ere glaciali, ha ridotto notevolmente il suo areale di distribuzione, che attualmente ha come limite settentrionale le coste liguri delle Cinque Terre; per questo motivo questa specie viene considerata come un &#8220;relitto&#8221; di tempi più caldi.</p>
<p>Le foglie della palma nana hanno la classica forma a ventaglio, mentre le infiorescenze sono a pannocchia; i fiori maschili e quelli femminili, di colore giallo-verdognolo, sono portati su individui diversi (pianta dioica) e i frutti globosi, detti &#8216;drupe&#8217;, che a maturità assumono un colore bruno-rossiccio, spuntano tra giugno e ottobre.</p>
<p>La palma nana è una delle specie protette dalla Legge Regionale della Toscana 56/2000 &#8220;Norme per la conservazione e tutela degli habitat naturali e seminaturali, flora e fauna selvatiche&#8221; (Allegato C).</p>
<p>[Nella foto: un gruppo di palme nane in località Mar Morto a Monte Argentario © F.Birardi]</p>
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		<title>La Posidonia, il polmone del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora marina]]></category>
		<category><![CDATA[Acquario Argentario]]></category>
		<category><![CDATA[Argentario]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia marina]]></category>
		<category><![CDATA[Posidonia]]></category>
		<category><![CDATA[Specie protette]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso viene erroneamente chiamata &#8220;alga&#8221; ma in realtà la Posidonia oceanica è una pianta a tutti gli effetti e vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo.
Il suo nome è un chiaro omaggio a Poseidone, dio del mare venerato nell&#8217;antica Grecia, ed è per questo che alcuni pensano che in realtà questa pianta marina si chiami Poseidonia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/posidonieto.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-53" style="float: left; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="posidonieto" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/posidonieto.jpg" alt="" width="228" height="180" /></a>Molto spesso viene erroneamente chiamata &#8220;alga&#8221; ma in realtà la <em>Posidonia oceanica</em> è una pianta a tutti gli effetti e vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo.<br />
Il suo nome è un chiaro omaggio a Poseidone, dio del mare venerato nell&#8217;antica Grecia, ed è per questo che alcuni pensano che in realtà questa pianta marina si chiami Poseidonia invece che Posidonia come l&#8217;aveva nominata Linneo, biologo svedese vissuto nel 1700 inventore della nomenclatura binomiale delle specie.<br />
Proprio come le piante terrestri la Posidonia ha radici, fusto (detto rizoma) e foglie attraverso le quali effettua la fotosintesi arricchendo d’ossigeno il nostro mare; per questo viene considerata come il “polmone del Mediterraneo”, esattamente come la foresta Amazzonica lo è per l’intero pianeta Terra. Ma non solo: la Posidonia ha anche fiori e frutti. Il frutto viene comunemente chiamato “oliva di mare” in quanto assomiglia molto, per forma e colore, ad un’ “oliva terrestre”.</p>
<p>L’ intreccio dei rizomi e delle lunghe foglie nastriformi, che riescono addirittura a rallentare il moto ondoso, costituisce un luogo di riparo per pesci e invertebrati marini, dove possono trovare anche cibo in abbondanza costituito da piccoli animali ed alghe che usano le foglie e i rizomi della Posidonia come supporto e che sono detti &#8220;epifiti&#8221;. I rizomi, inoltre, assieme alle radici riescono a trattenere il sedimento proteggendo così i litorali sabbiosi e prevenendo una loro eventuale erosione.</p>
<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/03/egagropile.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 0px 8px;" title="egagropile" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/03/egagropile.jpg" alt="egagropile" width="197" height="161" /></a>Le foglie di Posidonia col tempo si distruggono e si sfibrano; le fibre, trasportate dalla forza delle onde, si riuniscono in strutture globose che si chiamano &#8220;egagropile&#8221; o &#8220;pilae marine&#8221;, che non sono altro che quelle &#8220;palline&#8221; fibrose che si trovano lungo le spiagge.</p>
<p>Negli ultimi anni, purtroppo, si sta assistendo alla regressione, per lo più dovuta all’inquinamento, di molte praterie di Posidonia che colonizzano la nostra fascia costiera e considerando il ruolo importante che questa pianta ha nell’ecosistema del Mediterraneo è stata dichiarata specie protetta.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/la-posidonia-il-polmone-del-mediterraneo/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: Posidonia © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">A. Tommasi</a>]</p>
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