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	<title>Viaggio di una Naturalista intorno al Web &#187; Posidonia</title>
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	<description>sito-blog di Francesca Birardi</description>
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		<title>La Posidonia, il polmone del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora marina]]></category>
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		<category><![CDATA[Biologia marina]]></category>
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		<description><![CDATA[Molto spesso viene erroneamente chiamata &#8220;alga&#8221; ma in realtà la Posidonia oceanica è una pianta a tutti gli effetti e vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/posidonieto.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-53" style="float: left; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="posidonieto" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/posidonieto.jpg" alt="" width="228" height="180" /></a>Molto spesso viene erroneamente chiamata &#8220;alga&#8221; ma in realtà la <em>Posidonia oceanica</em> è una pianta a tutti gli effetti e vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo.<br />
Il suo nome è un chiaro omaggio a Poseidone, dio del mare venerato nell&#8217;antica Grecia, ed è per questo che alcuni pensano che in realtà questa pianta marina si chiami Poseidonia invece che Posidonia come l&#8217;aveva nominata Linneo, biologo svedese vissuto nel 1700 inventore della nomenclatura binomiale delle specie.<br />
Proprio come le piante terrestri la Posidonia ha radici, fusto (detto rizoma) e foglie attraverso le quali effettua la fotosintesi arricchendo d’ossigeno il nostro mare; per questo viene considerata come il “polmone del Mediterraneo”, esattamente come la foresta Amazzonica lo è per l’intero pianeta Terra. Ma non solo: la Posidonia ha anche fiori e frutti. Il frutto viene comunemente chiamato “oliva di mare” in quanto assomiglia molto, per forma e colore, ad un’ “oliva terrestre”.</p>
<p>L’ intreccio dei rizomi e delle lunghe foglie nastriformi, che riescono addirittura a rallentare il moto ondoso, costituisce un luogo di riparo per pesci e invertebrati marini, dove possono trovare anche cibo in abbondanza costituito da piccoli animali ed alghe che usano le foglie e i rizomi della Posidonia come supporto e che sono detti &#8220;epifiti&#8221;. I rizomi, inoltre, assieme alle radici riescono a trattenere il sedimento proteggendo così i litorali sabbiosi e prevenendo una loro eventuale erosione.</p>
<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/03/egagropile.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 0px 8px;" title="egagropile" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/03/egagropile.jpg" alt="egagropile" width="197" height="161" /></a>Le foglie di Posidonia col tempo si distruggono e si sfibrano; le fibre, trasportate dalla forza delle onde, si riuniscono in strutture globose che si chiamano &#8220;egagropile&#8221; o &#8220;pilae marine&#8221;, che non sono altro che quelle &#8220;palline&#8221; fibrose che si trovano lungo le spiagge.</p>
<p>Negli ultimi anni, purtroppo, si sta assistendo alla regressione, per lo più dovuta all’inquinamento, di molte praterie di Posidonia che colonizzano la nostra fascia costiera e considerando il ruolo importante che questa pianta ha nell’ecosistema del Mediterraneo è stata dichiarata specie protetta.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/la-posidonia-il-polmone-del-mediterraneo/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: Posidonia © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">A. Tommasi</a>]</p>
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