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	<title>Viaggio di una Naturalista intorno al Web &#187; Pesci</title>
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	<description>sito-blog di Francesca Birardi</description>
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		<title>Dedicato a chi ama il pesce crudo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, grazie ai racconti di un signore che ne è affetto, ho scoperto l&#8217;esistenza del nematode Anisakis simplex, da molti conosciuto erroneamente come &#8220;batterio&#8220;. Per i non addetti ai lavori i nematodi sono dei veri e propri vermi dal corpo cilindrico le cui specie conducono vita libera o parassitaria (vi rimando a wikipedia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-94" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="cefali" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/10/cefali.jpg" alt="cefali" width="275" height="179" />Qualche tempo fa, grazie ai racconti di un signore che ne è affetto, ho scoperto l&#8217;esistenza del nematode <em>Anisakis simplex</em>, da molti conosciuto erroneamente come &#8220;<em>batterio</em>&#8220;. Per i non addetti ai lavori i nematodi sono dei veri e propri vermi dal corpo cilindrico le cui specie conducono vita libera o parassitaria (vi rimando a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nematoda" target="_blank">wikipedia</a> se ne volete sapere di più).</p>
<p>L&#8217;Anisakis appartiene al secondo gruppo, infatti è un parassita che vive negli intestini dei mammiferi marini. Questo vermetto dall&#8217;aspetto simile ad un <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2e/4-S05A_010.jpg" target="_blank">capello bianco attorcigliato</a>, lungo circa 2 cm quando srotolato, ha un complesso ciclo vitale: le uova vengono rilasciate attraverso le feci dei mammiferi marini; dopo la schiusa vengono ingeriti da crostacei dell&#8217;ordine degli Euphasiacea, cioè gamberetti comunemente conosciuti con il nome di krill. I crostacei vengono mangiati, poi, dai pesci e il nematode si incista in un involucro protettivo nelle pareti dei loro organi viscerali, o, occasionalmente, nei muscoli o al di sotto dell&#8217;epidermide. Il ciclo vitale si completa solo quando un pesce infetto viene ingerito da un mammifero marino; a questo stadio l&#8217;animale adulto esce dalla ciste protettiva e si riproduce.</p>
<p>Cosa succede ad una persona che mangia pesce infetto da larve di Anisakis? Se il pesce è stato ben cotto, non succede niente; il nematode, infatti, muore se esposto a temperature intorno ai 60°C. Se, invece, il pesce era crudo e non era stato preventivamente surgelato a -15°C per almeno 4 giorni si rischia l&#8217;infezione da anisakis, detta anisakidosi. I sintomi, che provocano le larve che si impiantano sulla parete del nostro apparato gastrointestinale e che possono manifestarsi anche dopo 6-8 ore dall&#8217;ingestione, sono dolori addominali, febbre e diarrea. Il problema è che, una volta infettati, è molto difficile liberarsi di quest&#8217;ospite e in alcuni casi si deve addirittura ricorrere all&#8217;intervento chirurgico per asportare la parte dell&#8217;intestino invasa dai parassiti.</p>
<p>Quindi, come ci insegna la saggezza popolare, è meglio prevenire che curare: fate attenzione a ciò che mangiate e ricordate che limone e aceto, in questo caso, non servono a niente!</p>
<p>[nella foto: cefali © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">A. Tommasi</a>]</p>
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		<title>Uova di gattuccio deposte all&#8217;Acquario dell&#8217;Argentario!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 10:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Acquario Argentario]]></category>
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		<description><![CDATA[Lieto evento all’Acquario Mediterraneo dell’Argentario di Porto S. Stefano: i gattucci, ospitati in una vasca della struttura, hanno deposto due uova fissandole ad un “ramo” di Gorgonia bianca.
Le uova, dalla forma molto particolare, sono caratterizzate da grossi tuorli avvolti in un guscio corneo molto duro ma trasparente tanto che si può nettamente vedere l’interno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/uova-gattuccio.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-60" style="margin: 6px 8px; float: left;" title="uova-gattuccio" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/uova-gattuccio.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Lieto evento all’Acquario Mediterraneo dell’Argentario di Porto S. Stefano: i gattucci, ospitati in una vasca della struttura, hanno deposto due uova fissandole ad un “ramo” di Gorgonia bianca.</p>
<p>Le uova, dalla forma molto particolare, sono caratterizzate da grossi tuorli avvolti in un guscio corneo molto duro ma trasparente tanto che si può nettamente vedere l’interno e seguire ogni passo dello svilupppo. La schiusa avverrà tra 9-10 mesi: i  gattucci neonati generalmente sono lunghi circa 4 cm e sono subito autonomi.</p>
<p>Le uova rimarrano visibili a tutti i visitatori interessati per tutto il periodo dello sviluppo.<br />
Altre informazioni: <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/i-gattucci-hanno-deposto-le-uova/" target="_blank">qui</a></p>
<p>[Nella foto: Uova di gattuccio nella vasca dell'Acquario dell'Argentario, © F.Birardi]</p>
<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/uova-gattuccio.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>I gattucci</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 08:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fauna marina]]></category>
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		<description><![CDATA[I gattucci (nome scientifico: Scyliorhinus canicula) sono pesci che appartengono alla classe dei Condroitti, che comprende tutte le specie che possiedono uno scheletro cartilagineo, inclusi i grandi squali. Questa specie è molto diffusa nel Mediterraneo e di solito si ritrova su fondali sabbiosi, sia in acque basse che a grandi profondità.
Hanno un corpo allungato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/gattuccio.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-63" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px; float: left;" title="gattuccio" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/gattuccio.jpg" alt="" width="200" height="135" /></a>I gattucci (nome scientifico: <em>Scyliorhinus canicula</em>) sono pesci che appartengono alla classe dei Condroitti, che comprende tutte le specie che possiedono uno scheletro cartilagineo, inclusi i grandi squali. Questa specie è molto diffusa nel Mediterraneo e di solito si ritrova su fondali sabbiosi, sia in acque basse che a grandi profondità.</p>
<p>Hanno un corpo allungato e affusolato, un capo schiacciato e una bocca che si apre ventralmente. Il loro corpo è coperto di scaglie e la loro livrea (insieme dei colori e dei disegni delle squame e dell’epidermide dei pesci) è di un beige chiaro cosparso di macchioline nere. Hanno due narici, dette valve nasali, che non servono per respirare (la respirazione avviene per mezzo di 5 o 6 paia di branchie situate ai lati del corpo) ma contengono cellule olfattive che captano la presenza di sostanze odorose disciolte nell’acqua.</p>
<p>Di indole pigra, passano la giornata adagiati sul fondo o tra le rocce a dormire, mentre di notte sono più attivi e si dedicano alla caccia di crostacei, molluschi e policheti dei quali sono ghiotti.</p>
<p>La fecondazione è interna e si compie attraverso una vera copula, che avviene in un modo che, ai nostri occhi, potrebbe essere giudicato come un atto di aggressione poiché il maschio trattiene la femmina afferrandola con i denti. È capitato molto spesso, nel passato, che alcuni visitatori dell&#8217;Acquario impauriti dalla scena siano accorsi in biglietteria ad avvertire che due gattucci si stavano “massacrando”, quando in realtà si stavano semplicemente accoppiando.</p>
<p>Le femmine depongono delle uova particolari, caratterizzate da grossi tuorli avvolti in un guscio corneo molto duro ma trasparente tanto che si può nettamente vedere l’interno e seguire ogni passo dello svilupppo. Le uova vengono generalmente fissate su colonie di gorgonie tramite 4 filamenti dall’aspetto molto simile a quello dei viticci, che possono raggiungere anche i 5 metri di lunghezza. Dopo 9-10 mesi avviene la schiusa: i piccoli gattucci sono lunghi circa 4 cm e sono subito autonomi. I gusci vuoti possono essere ritrovati molto frequentemente sulla battigia e in alcune parti d’Italia vengono simpaticamente chiamati <em>borsellini delle Sirene</em>.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/i-gattucci-hanno-deposto-le-uova/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: Gattuccio © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">A. Tommasi</a>]<a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/"><br />
</a></p>
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		<title>Carlotta, la cernia mascotte</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 08:11:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Acquario Mediterraneo dell’Argentario ha una mascotte molto particolare: si tratta di una cernia bruna di nome Carlotta.
Carlotta vive nel nostro Acquario ormai da 12 anni, ancor prima del trasferimento della struttura dalla piccola sede in via del Molo all’attuale, che si trova all’inizio del lungomare dei navigatori. La cernia fu portata da un pescatore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/carlotta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-51" style="FLOAT: left; MARGIN-LEFT: 8px; MARGIN-RIGHT: 8px" title="carlotta" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/carlotta.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></em>L’Acquario Mediterraneo dell’Argentario ha una mascotte molto particolare: si tratta di una cernia bruna di nome Carlotta.</p>
<p>Carlotta vive nel nostro Acquario ormai da 12 anni, ancor prima del trasferimento della struttura dalla piccola sede in via del Molo all’attuale, che si trova all’inizio del lungomare dei navigatori. La cernia fu portata da un pescatore di Porto Santo Stefano, che l’aveva trovata ancora viva nel suo palamito; appena arrivata pesava circa 4 kg, poi nel corso degli anni, mangiando il suo cibo preferito (merluzzi, calamari e sardine) è cresciuta parecchio e adesso “vanta” un peso di circa 8/10 chilogrammi.</p>
<p>I soci dell’Accademia Mare Ambiente la amano e la coccolano, e lei a sua volta mostra loro affetto facendosi accarezzare, pulire i denti e grattare la pancia. Fra tutti i soci dell’A.M.A. è palese il suo affetto particolare verso Massimo Barlettani, vicepresidente e responsabile dell’allestimento delle vasche, che fin dal suo arrivo si è occupato amorevolmente e costantemente di lei, proprio come fosse un familiare. Massimo racconta che circa 9 anni fa Carlotta gli fece prendere un grosso spavento: la cernia, infatti, si era ingoiata il termometro che indicava la temperatura della vasca. Dopo tre giorni di ansie e preoccupazioni Massimo e tutto lo staff dell’Acquario hanno visto, con grande sollievo, il termometro galleggiare nella vasca … Carlotta aveva finalmente rigurgitato l’oggetto indigesto!</p>
<p>In questi anni la nostra mascotte ha dimostrato di avere una salute di ferro, ha avuto solo qualche problema parassitario che è stato, per fortuna, tempestivamente risolto grazie all’intervento del medico veterinario.</p>
<p>Alcuni visitatori, vedendo questo pesce così grande in una vasca che certo non si può definire enorme, si sono chiesti se Carlotta potrebbe trovare giovamento nell’essere spostata in una vasca più grande, ma lei ha ampiamente dimostrato di gradire la sua vasca. Infatti le cernie, anche in mare aperto, sono abituate a rimanere molto vicine alla loro tana e se ne allontanano proprio mal volentieri. Questo loro comportamento, unito al loro carattere curioso, le rende molto vulnerabili, inoltre le loro carni appetibili ne fanno sicuramente delle ottime prede per i pescatori; per questi motivi, tutto sommato, Carlotta può ritenersi una cernia fortunata!</p>
<p>Alessandro Tommasi, presidente dell’A.M.A., per farla conoscere a tutti i bambini d’Italia, l’ha resa protagonista di una serie di documentari a scopo didattico nei quali la nostra beniamina si ricorda di quando viveva in mare aperto e durante il suo viaggio immaginario incontra le varie specie marine spiegandone le caratteristiche biologiche ed etologiche come una vera e propria star televisiva.</p>
<p>Come tutte le cernie anche Carlotta diventerà presto un maschio: il cambiamento di sesso di solito avviene dopo il dodicesimo anno di età, e la nostra mascotte ha sicuramente più di 12 anni. Comunque considerando che Carlotta ultimamente sembra mostrare degli atteggiamenti particolari verso un’altra cernia bruna, sua compagna di vasca, crediamo proprio che la nostra beniamina si stia preparando a compiere il “grande passo”.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/carlotta-la-cernia-mascotte/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: Carlotta © <a href="http://www.flickr.com/photos/tremandy/">E. Birardi</a>]</p>
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