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	<title>Viaggio di una Naturalista intorno al Web &#187; Orbetello</title>
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	<description>sito-blog di Francesca Birardi</description>
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		<title>Acquacoltura: la pesca del futuro?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 10:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di voi facendo una passeggiata nella zona del porto non si è reso conto che negli ultimi anni il numero delle paranze ormeggiate è notevolmente diminuito, oppure non ha mai sentito persone lamentarsi di non prendere niente quando vanno a pescare?
I pescatori di professione e i dilettanti, o coloro che semplicemente amano nuotare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Chi di voi facendo una passeggiata nella zona del porto non si è reso conto che negli ultimi anni il numero delle paranze ormeggiate è notevolmente diminuito, oppure non ha mai sentito persone lamentarsi di non prendere niente quando vanno a pescare?</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">I pescatori di professione e i dilettanti, o coloro che semplicemente amano nuotare con maschera e boccaglio, si saranno sicuramente accorti che qualche anno fa nel nostro mare c&#8217;erano molti più pesci e di conseguenza anche molte più paranze.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Allo stesso tempo, però, il numero degli impianti di acquacoltura a terra e a mare è in forte aumento; nell&#8217;orbetellano si contano ben quattro impianti di allevamento ittico con vasche a terra, mentre nel nostro Comune, davanti a Porto Ercole, è stato recentemente realizzato un impianto di maricoltura con gabbie a mare.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">L&#8217;acquacoltura, ossia l&#8217;allevamento di organismi acquatici vegetali e animali, è una tecnica antichissima che nasce in Cina addirittura nel 4000 a.C. Più tardi anche i Romani si dedicarono assiduamente a questa attività: ne sono prova i resti delle vasche di allevamento di proprietà dei Domizi Enobarbi nelle acque della spiaggetta di Villa Domizia.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Dalla seconda metà del secolo scorso l&#8217;acquacoltura sta avendo il suo massimo sviluppo e, in seguito alla costante diminuzione delle popolazioni ittiche naturali, sembra essere l&#8217;unica soluzione per mantenere intatto il mercato di spigole e orate, ma anche di specie recentemente introdotte negli allevamenti, come ombrine e sogliole.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Il problema principale dell&#8217;acquacoltura, però, è che essa rimane comunque legata alla pesca: infatti i pesci allevati vengono nutriti con mangimi artificiali ad alto contenuto proteico, le cosiddette &#8220;farine di pesce&#8221;, che si ottengono proprio da pesci pescati in mare, come sardine e acciughe. Quindi, per ironia della sorte, sarebbe proprio la stessa acquacoltura a contribuire alla riduzione degli stock ittici naturali. Per cui, se l&#8217;acquacoltura non verrà resa del tutto indipendente dalla pesca, sembra essere poco probabile che questa attività possa costituire una valida alternativa. Meglio sarebbe riorganizzare la pesca e il fermo biologico, che così impostato serve a poco o a niente, e soprattutto aumentare i controlli in mare, spesso scarsi o assenti, magari con l&#8217;utilizzo di tecnologie più avanzate per combattere soprattutto la pesca illegale.</div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-127" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="paranze" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2010/01/paranze.jpg" alt="paranze" width="269" height="180" />Chi di voi facendo una passeggiata nella zona del porto non si è reso conto che negli ultimi anni il numero delle paranze ormeggiate è notevolmente diminuito, oppure non ha mai sentito persone lamentarsi di non prendere niente quando vanno a pescare?</p>
<p>I pescatori di professione e i dilettanti, o coloro che semplicemente amano nuotare con maschera e boccaglio, si saranno sicuramente accorti che qualche anno fa nel nostro mare c&#8217;erano molti più pesci e di conseguenza anche molte più paranze.</p>
<p>Allo stesso tempo, però, il numero degli impianti di acquacoltura a terra e a mare è in forte aumento; nell&#8217;orbetellano si contano ben quattro impianti di allevamento ittico con vasche a terra, mentre nel nostro Comune, davanti a Porto Ercole, è stato recentemente realizzato un impianto di maricoltura con gabbie a mare.</p>
<p>L&#8217;acquacoltura, ossia l&#8217;allevamento di organismi acquatici vegetali e animali, è una tecnica antichissima che nasce in Cina addirittura nel 4000 a.C. Più tardi anche i Romani si dedicarono assiduamente a questa attività: ne sono prova i resti delle vasche di allevamento di proprietà dei Domizi Enobarbi nelle acque della spiaggetta di Villa Domizia.</p>
<p>Dalla seconda metà del secolo scorso l&#8217;acquacoltura sta avendo il suo massimo sviluppo e, in seguito alla costante diminuzione delle popolazioni ittiche naturali, sembra essere l&#8217;unica soluzione per mantenere intatto il mercato di spigole e orate, ma anche di specie recentemente introdotte negli allevamenti, come ombrine e sogliole.</p>
<p>Il problema principale dell&#8217;acquacoltura, però, è che essa rimane comunque legata alla pesca: infatti i pesci allevati vengono nutriti con mangimi artificiali ad alto contenuto proteico, le cosiddette &#8220;farine di pesce&#8221;, che si ottengono proprio da pesci pescati in mare, come sardine e acciughe. Quindi, per ironia della sorte, sarebbe proprio la stessa acquacoltura a contribuire alla riduzione degli stock ittici naturali. Per cui, se l&#8217;acquacoltura non verrà resa del tutto indipendente dalla pesca, sembra essere poco probabile che questa attività possa costituire una valida alternativa.</p>
<p>Meglio sarebbe riorganizzare la pesca e il fermo biologico, che così impostato serve a poco o a niente, e soprattutto aumentare i controlli in mare, spesso scarsi o assenti, magari con l&#8217;utilizzo di tecnologie più avanzate per combattere soprattutto la pesca illegale.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.argentarionews.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=350:acquacoltura-la-pesca-del-futuro&amp;catid=34:notizie&amp;Itemid=53">Argentarionews</a>. Nella foto: Paranze di Porto S. Stefano © F. Birardi]</p>
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		<title>Flora e vegetazione degli ecosistemi di transizione</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 10:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato recentemente pubblicato il libro Flora and Vegetation of the Italian Transitional Water Systems a cura di Ester Cecere, Antonella Petrocelli, Giulio Izzo e Adriano Sfriso ed edito da CORILA.
Fortemente promosso da LaguNet (Italian network for lagoon research) questo libro ha l&#8217;intento di colmare le lacune esistenti riguardo alle conoscenze sugli ecosistemi lagunari grazie alla collaborazione degli esperti del settore che operano su tutto il territorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/07/copertina.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-67" style="margin: 0px 8px; float: left;" title="copertina" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/07/copertina-210x300.jpg" alt="" width="95" height="136" /></a>È stato recentemente pubblicato il libro Flora and Vegetation of the Italian Transitional Water Systems a cura di Ester Cecere, Antonella Petrocelli, Giulio Izzo e Adriano Sfriso ed edito da CORILA.</p>
<p>Fortemente promosso da LaguNet (Italian network for lagoon research) questo libro ha l&#8217;intento di colmare le lacune esistenti riguardo alle conoscenze sugli ecosistemi lagunari grazie alla collaborazione degli esperti del settore che operano su tutto il territorio italiano.</p>
<p>Un capitolo è stato dedicato alla flora della laguna di Orbetello: Lenzi M., Birardi F., Boddi S., Roffilli R., Solari D., Sartoni G., The lagoon of Orbetello, pag 111-124.</p>
<p>Altre informazioni: <a href="http://www.cnr.it/istituti/Libri.html?cds=002&amp;id=10058" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>III Congresso Lagunet &#8211; Orbetello, 1-4 Ottobre 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 16:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Si svolgerà dall&#8217;1 al 4 Ottobre 2009 ad Orbetello il III Congresso Lagunet (Italian network for lagoon research), dedicato alla conservazione e valorizzazione degli ecosistemi di transizione e al ripristino ambientale.

Il Congresso, organizzato dall&#8217;Università di Siena, Polo Universitario Grossetano e Comune di Orbetello, sarà incentrato su 4 tematiche:
1) Gestione, conservazione e recupero degli ecosistemi di transizione
2) Struttura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/laguna.jpg"><br />
</a></p>
<p>Si svolgerà dall&#8217;1 al 4 Ottobre 2009 ad Orbetello il <strong>III Congresso Lagunet</strong> (Italian network for lagoon research), dedicato alla conservazione e valorizzazione degli ecosistemi di transizione e al ripristino ambientale.</p>
<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/laguna.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-65" style="margin: 6px 8px; float: left;" title="laguna" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/06/laguna.jpg" alt="Laguna di Orbetello" width="200" height="150" /></a></p>
<p>Il Congresso, organizzato dall&#8217;Università di Siena, Polo Universitario Grossetano e Comune di Orbetello, sarà incentrato su 4 tematiche:</p>
<p>1) Gestione, conservazione e recupero degli ecosistemi di transizione<br />
2) Struttura e funzione degli ecosistemi lagunari<br />
3) Valutazione dello stato di salute ed applicazione della Water Framework Directive (2000/60/CE) agli ecosistemi di transizione<br />
4) Educazione scientifica, didattica e divulgazione</p>
<p>Per maggiori informazioni consultare il <a href="http://www.unisi.it/eventi/lagunet/index.html" target="_blank">sito ufficiale del Congresso</a>.</p>
<p>[Nella foto: Laguna di Ponente, Orbetello (GR), © F.Birardi]</p>
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		<title>Gustatus 2008: tavola rotonda sull&#8217;acquacoltura</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 21:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Acquacoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Orbetello]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della manifestazione &#8220;Gustatus &#8211; il senso del gusto&#8221; 2008, che si terrà ad Orbetello dal 29 Ottobre al 2 Novembre verrà organizzata una tavola rotonda dal titolo &#8220;Diritto al cibo e acquacoltura sostenibile&#8220;.
Il concetto di sviluppo sostenibile, la cui definizione («lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gustatus.org"><img class="alignleft size-medium wp-image-24" style="margin: 8px; float: left;" title="gustatus2008" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2008/10/gustatus2008.jpg" alt="" width="250" height="111" /></a>Nell&#8217;ambito della manifestazione &#8220;<a href="http://www.gustatus.org">Gustatus &#8211; il senso del gusto</a>&#8221; 2008, che si terrà ad Orbetello dal 29 Ottobre al 2 Novembre verrà organizzata una tavola rotonda dal titolo &#8220;<strong>Diritto al cibo e acquacoltura sostenibile</strong>&#8220;.</p>
<p>Il concetto di sviluppo sostenibile, la cui definizione (<em>«lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni»</em>) venne introdotta per la prima volta tramite il rapporto  Bruntland del 1987, è quanto mai attuale e di grande importanza soprattutto per quanto riguarda la pesca, settore economico che recentemente sta attraversando una grave crisi dovuta alla riduzione degli stock ittici.<br />
Per questo motivo, negli ultimi anni, l&#8217;acquacoltura  sta rivestendo un ruolo sempre più importante poichè è l&#8217;unica attività economica che possa sopperire alla diminuzione del pescato.</p>
<p>L&#8217;evento, che si svolgerà il giorno <strong>31 Ottobre</strong> alle ore <strong>16:30 </strong>presso l&#8217;<strong>Auditorium Comunale </strong>di<strong> Orbetello</strong>, vedrà protagonisti i professori Roberto Bargagli e Silvano Focardi dell&#8217;Università di Siena, in veste rispettivamente di organizzatore e moderatore. Prenderanno parte alla discussione anche ricercatori universitari, amministratori locali e rappresentanti delle associazioni della pesca e dell&#8217;acquacoltura.</p>
<p>Ecco la lista dei partecipanti:<br />
Lindo Bondoni, Orbetello Pesca Lagunare<br />
Cristian Guidi, Produttore ittico Polo di Orbetello<br />
Giuseppe Lembo, Presidente COISPA<br />
Giuliana Parisi, Università di Firenze<br />
Cinzia Scarfiddi, Capo Scientifico Slow Food</p>
<p>Per saperne di più consultate il sito ufficiale della manifestazione: www.gustatus.org</p>
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