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	<title>Viaggio di una Naturalista intorno al Web &#187; Biologia marina</title>
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	<description>sito-blog di Francesca Birardi</description>
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		<title>Amadidattica.net: il sito e-learning dell&#8217;A.M.A.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia marina]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione del III Congresso Lagunet (Italian Network for lagoon research), che si è tenuto ad Orbetello dall&#8217;1 al 4 ottobre 2009, è stato presentato il sito www.amadidattica.net curato dall&#8217;Accademia Mare Ambiente.
Si tratta di un sito e-learning di biologia ed ecologia marina e lagunare, costruito su piattaforma open source moodle, utilizzata dalle maggiori università italiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.amadidattica.net" target="_blank"><img class="size-full wp-image-81 alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="amadid" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/10/amadid.jpg" alt="amadid" width="210" height="123" /></a>In occasione del <a href="http://www.unisi.it/eventi/lagunet" target="_blank">III Congresso Lagunet </a>(Italian Network for lagoon research), che si è tenuto ad Orbetello dall&#8217;1 al 4 ottobre 2009, è stato presentato il sito <a href="http://www.amadidattica.net">www.amadidattica.net</a> curato dall&#8217;Accademia Mare Ambiente.<br />
Si tratta di un sito e-learning di biologia ed ecologia marina e lagunare, costruito su piattaforma open source<strong> </strong>moodle, utilizzata dalle maggiori università italiane e straniere.</p>
<p>I 7 percorsi formativi proposti dall&#8217;AMA, ai quali si può accedere attraverso un&#8217;iscrizione completamente gratuita, sono rivolti sia agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, sia alle persone interessate alla formazione permanente ma anche ai docenti che vogliano reperire materiale didattico interattivo per le proprie classi. Gli argomenti trattati sono: &#8220;il mare&#8221;, &#8220;il Mediterraneo&#8221;, &#8220;il mare dell&#8217;Argentario&#8221;, &#8220;la flora marina mediterranea&#8221;, &#8220;la fauna marina mediterranea&#8221;, &#8220;l&#8217;uomo e il mare&#8221;, &#8220;zone umide: la Laguna di Orbetello&#8221;.</p>
<p>I percorsi formativi sono composti da articoli brevi e semplici, che forniscono nozioni di base che potranno essere implementate successivamente dagli utenti, inoltre sono corredati da immagini, filmati, collegamenti a siti esterni, glossari e quiz di autovalutazione. Gli studenti sono seguiti da docenti e amministratori del sito ai quali possono rivolgersi in caso di aiuto e chiedere la creazione di nuovi corsi e l&#8217;inserimento di nuovi argomenti.</p>
<p>Visitate <a href="http://www.amadidattica.net">amadidattica.net</a>!</p>
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		<title>Le caulerpe, l’indigena e le aliene</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 07:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flora marina]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia marina]]></category>
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		<description><![CDATA[Le caulerpe sono alghe verdi appartenenti al phylum delle Chlorophyta.  Tutte le specie appartenenti al genere Caulerpa hanno uno stolone più o meno affondato nel substrato, che verso il basso produce dei rizoidi (strutture simili a radici ma che hanno la sola funzione di ancoraggio) ben sviluppati, utili ad ancorarsi in fondali molli come sabbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/05/caulerpap.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-57" style="float: left; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="caulerpap" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/05/caulerpap.jpg" alt="" width="200" height="144" /></a>Le caulerpe sono alghe verdi appartenenti al phylum delle Chlorophyta.  Tutte le specie appartenenti al genere Caulerpa hanno uno stolone più o meno affondato nel substrato, che verso il basso produce dei rizoidi (strutture simili a radici ma che hanno la sola funzione di ancoraggio) ben sviluppati, utili ad ancorarsi in fondali molli come sabbia e fango, e verso l’alto delle fronde ad intervalli regolari, che costituiscono il loro tallo (così viene chiamato il “corpo” non specializzato in radici, fusto e foglie delle alghe).</p>
<p>La <em>Caulerpa prolifera</em> (nella foto) è una specie molto comune in Mediterraneo; le sue fronde a forma di foglia laminare la fanno sembrare molto simile alle piante superiori, tanto che a primo sguardo è difficile credere che sia proprio un’alga. All’inizio dell’inverno, lungo le nostre coste, le fronde cominciano a decolorarsi e si distruggono pian piano; lo stolone, invece, rimane vivo e vegeto e sviluppa i nuovi talli nellla primavera successiva. Questo non succede nelle coste sud del Mediterraneo, ad esempio quelle egiziane e marocchine, dove le fronde sono sempre presenti poichè l’escursione termica tra estate e inverno è minore.</p>
<p>Esistono altre due specie di Caulerpa, la taxifolia e la racemosa, che sono entrate da pochi anni in Mediterraneo e per questo sono considerate “aliene“. È detta aliena, infatti, una specie cha ha un’origine esterna rispetto all’ambiente nel quale viene introdotta, cosa che, nella maggior parte dei casi, avviene per mano dell’uomo. Talvolta le specie aliene possono avere un comportamento invasivo, cioè la loro diffusione diventa nociva per le specie indigene che tendono a scomparire e ad essere sostituite dalla nuova specie.</p>
<p>La <em>Caulerpa taxifolia</em> è stata ritrovata per la prima volta davanti all’Acquario di Monaco nel 1984 e si pensa che molto probabilmente alcuni talli di quest’alga siano stati accidentalmente buttati in mare durante le regolari pulizie delle vasche. Appena scoperta, la taxifolia formava una chiazza di pochi metri quadrati; ad oggi è stata segnalata in più di 100 stazioni di monitoraggio sparse in tutto il Mediterraneo.<br />
Il ricoprimento totale fino ad oggi stimato è più di 5000 ettari. Quest’alga verde, chiamata così perchè il tallo assomiglia ad una foglia di tasso, si adatta bene ad ogni tipo di fondale, anche in ambienti scarsamente illuminati tanto che è stata ritrovata anche a 90 metri di profondità, dove in genere le alghe non riescono a sopravvivere a causa della poca luce. La taxifolia forma delle vaste praterie ricoprendo fittamente tutto il substrato e “soffocando” tutte le altre specie algali già presenti; per questo viene definita alga killer.</p>
<p>La varietà di <em>Caulerpa racemosa</em> che si è insediata in Mediterraneo è la <em>cylindracea</em> ed è originaria dell’Australia sud-occidentale; non si sa ancora con certezza come abbia fatto ad entrare nel nostro mare ma si ipotizza che sia passata dal Canale di Suez. Proprio come la taxifolia, essa ha una grande capacità di adattamento e forse è ancora più invasiva dell’altra. Il suo tallo è formato da fronde che hanno un aspetto simile a piccoli grappoli d’uva, e infatti nei paesi anglosassoni viene chiamata grape alga, cioè alga a forma d’uva. Sono ben poche le località mediterranee che ancora non hanno segnalato la presenza di quest’alga verde e l’Argentario, purtroppo, non è fra queste.</p>
<p>La colonizzazione di queste due alghe aliene sta destando molta preoccupazione nella maggior parte dei ricercatori, che sono molto preoccupati per la sorte delle specie mediterranee. Altri studiosi, invece, considerando il fatto che le due alghe si adattano bene anche in ambienti molto degradati, come quelli portuali, pensano che la loro presenza possa riqualificare queste zone dove la possibilità di vita delle specie algali è praticamente nulla.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/le-caulerpe-lindigena-e-laliena/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: <em>Caulerpa prolifera</em> © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/" target="_blank">A. Tommasi]</a></p>
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		<title>Un laboratorio del Mare nostrum</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno, dall’11 al 15 Maggio, si è svolto il programma di educazione ambientale dal titolo “Stili di vita e comportamenti per uno sviluppo sostenibile”, previsto nell’ambito del progetto “Le chiavi della città” organizzato dal Comune di Firenze. L’evento, che viene riproposto ogni anno dal 2002 e che ha coinvolto una media di 650 partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/05/progfi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55" style="float: left; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="progfi" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/05/progfi-300x225.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Anche quest’anno, dall’11 al 15 Maggio, si è svolto il programma di educazione ambientale dal titolo “Stili di vita e comportamenti per uno sviluppo sostenibile”, previsto nell’ambito del progetto “Le chiavi della città” organizzato dal Comune di Firenze. L’evento, che viene riproposto ogni anno dal 2002 e che ha coinvolto una media di 650 partecipanti all’anno, ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole medie del Comune di Firenze.</p>
<p>Le attività di biologia ed ecologia marina “Un laboratorio del Mare nostrum” proposte dall’<a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/accademia-mare-ambiente/" target="_blank">Accademia Mare Ambiente</a>, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione di Firenze, mirano a far conoscere ai ragazzi ed insegnanti la biologia e l’ecologia del nostro mare, l’importanza della sua salvaguardia e le problematiche che lo affliggono come l’inquinamento e il cattivo sfruttamento delle sue risorse. Questa iniziativa si propone di dare la possibilità a tutti gli studenti di effettuare un percorso didattico composto da una esperienza pratica in mare ed una teorica relativamente alla Biologia ed Ecologia Marina del Mare Mediterraneo.</p>
<p>Appena arrivati a Porto S. Stefano i ragazzi e gli insegnanti si sono diretti subito all’<a href="http://www.acquarioargentario.org" target="_blank">Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario</a> dove hanno potuto visitare la struttura guidati dallo staff dell’Accademia Mare Ambiente. Al termine della visita i partecipanti al progetto si sono avviati verso il porto per imbarcarsi. Quest’anno l’attività pratica in mare si è svolta sulla nuovissima motonave Revenge, fatta costruire lo scorso anno dalla Vegastar srl, la società armatrice de “<a href="http://www.veganavi.it" target="_blank">Le Crociere del Sole</a>”, nel pieno rispetto delle vigenti normative ambientali. Ciò la rende idonea a navigare anche in ecosistemi marini delicatissimi o particolarmente tutelati come quelli dell’Arcipelago toscano; è stata la prima nave in Europa ad essere costruita con queste caratteristiche. La nave è lunga 40 m e larga 9 m, ha una portata di 400 passeggeri e, come le grandi navi da crociera, è dotata di stabilizzatori in modo da ridurre al minimo le oscillazioni dovute alle onde del mare.</p>
<p>Subito dopo aver lasciato il porto il comandante della nave, il sig. Paolo Loffredo, ha dato il benvenuto ai ragazzi, ha dato loro informazioni sulla motonave e li ha guidati in una piccola crociera nelle splendide acque del nostro Promontorio. Appena giunti al punto idoneo per effettuare l’immersione, la barca è stata ancorata, Mario Figoni e Mauro Solari, sub dell’A.M.A., hanno indossato la loro attrezzatura assistiti tecnicamente da Rinaldo Corsi e i ragazzi si sono seduti davanti ai grandi schermi di cui è dotata la motonave, per poter vedere in diretta le immagini che di lì a poco avrebbe mostrato la videocamera dei sub. Non appena le immagini sono apparse sugli schermi Francesca Birardi, naturalista, e Maurizio De Pirro, ecologo, hanno spiegato ai ragazzi cosa stavano vedendo, fornendo loro semplici nozioni di biologia ed ecologia marina e di comportamento animale. Gli stessi sub, indossando una particolare maschera (detta “gran facciale”) munita di microfono, hanno potuto parlare in diretta con i ragazzi.<br />
Risalendo i sub hanno portato tre echinodermi (un riccio canuto, un’oloturia e una stella marina rossa) da mostrare ai ragazzi, allestendo così un vero e proprio laboratorio di biologia marina a bordo. I tre organismi marini sono stati subito riposti in un secchio d’acqua di mare e, dopo essere stati velocemente osservati per non creare loro troppo stress, sono stati ributtati in mare.</p>
<p>[<a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/una-giornata-didattica-in-mare/" target="_blank"><em>vedi gli articoli originali con foto e filmati sul sito dell'Acquario Mediterraneo dell'Argentario</em></a>]</p>
<p>[Nella foto: i ragazzi e gli insegnanti all'imbarco della motonave, © F.Birardi]</p>
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		<title>Polpo o polipo?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 20:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto spesso queste due parole sono erroneamente utilizzate come sinonimi per indicare i cefalopodi del genere Octopus; c’è addirittura chi pensa che “polipo” sia la forma più erudita e corretta di “polpo”.
Non c’è niente di più sbagliato: infatti il polpo ed il polipo, sebbene i loro nomi siano entrambi derivanti dal greco e significhino letteralmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/polipo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-49" style="FLOAT: left; MARGIN-LEFT: 8px; MARGIN-RIGHT: 8px" title="polipo" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/polipo-300x278.jpg" alt="Polipi - foto di Alessandro Tommasi" width="196" height="205" /></a></em>Molto spesso queste due parole sono erroneamente utilizzate come sinonimi per indicare i cefalopodi del genere Octopus; c’è addirittura chi pensa che “polipo” sia la forma più erudita e corretta di “polpo”.<br />
Non c’è niente di più sbagliato: infatti il polpo ed il polipo, sebbene i loro nomi siano entrambi derivanti dal greco e significhino letteralmente “dai molti piedi”, sono due animali completamente diversi.</p>
<p>I polipi sono animali appartenenti al Phylum degli Cnidari.<strong> </strong>Sono organismi sessili (cioè vivono attaccati al fondo), il cui corpo ha la forma di sacco cilindrico con parete a doppio strato, all’interno del quale si trova la cavità digerente; nella parte apicale si inseriscono i tentacoli<strong> </strong>che circondano la bocca. I polipi possono raggiungere dimensioni variabili a seconda della classe a cui appartengono.<br />
Bisogna fare una distinzione tra Cnidari che durante la loro vita presentano uno stadio polipoide giovanile e quelli esclusivamente polipoidi. La classe degli Scifozoi, di cui fanno parte le Meduse, appartiene alla prima tipologia. Questi animali, infatti, prima di diventare pelagici attraversano una fase giovanile in cui hanno forma di polipo e vivono, quindi, attaccati al fondo; i polipi si riproducono asessualmente fino alla trasformazione in medusa. Invece fanno parte della seconda tipologia gli Anemoni di mare e i Coralli entrambi appartenenti alla classe degli Antozoi, suddivisa a sua volta in due sottoclassi: Ottocoralli, con polipi che possiedono 8 tentacoli (ad esempio le Gorgonie) ed  Esacoralli, che hanno 6 o multipli di 6 tentacoli (come Anemoni ed Attinie). Gli Cnidari possiedono delle particolari cellule urticanti, dette cnidociti per lo più situate nei tentacoli.</p>
<p>Il polpo invece è un mollusco cefalopode (phylum Mollusca, classe Cephalopoda) privo di conchiglia; possiede ot<strong><span style="font-weight: normal;">to tentacoli</span>, </strong>che possono avere una o due file di ventose a seconda della specie. Al centro della corona di tentacoli si trova la bocca che termina con un becco corneo che serve per rompere i gusci delle conchiglie o le corazze dei crostacei di cui l’animale si nutre. I polpi riescono a muoversi molto rapidamente espellendo con forza l’acqua attraverso un sifone e sono molto abili a mimetizzarsi<strong> </strong>grazie alla contrazione e decontrazione di particolari cellule, che contengono pigmenti, chiamate cromatofori. In più possiedono la cosiddetta ghiandola del nero che secerne un liquido scuro che consente all’animale di sfuggire all’attacco dei predatori.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/polpo-o-polipo/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: polipi di <em>Corallium rubrum</em> © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">A. Tommasi</a>]</p>
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		<title>La Posidonia, il polmone del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 12:24:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molto spesso viene erroneamente chiamata &#8220;alga&#8221; ma in realtà la Posidonia oceanica è una pianta a tutti gli effetti e vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo.
Il suo nome è un chiaro omaggio a Poseidone, dio del mare venerato nell&#8217;antica Grecia, ed è per questo che alcuni pensano che in realtà questa pianta marina si chiami Poseidonia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/posidonieto.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-53" style="float: left; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="posidonieto" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/posidonieto.jpg" alt="" width="228" height="180" /></a>Molto spesso viene erroneamente chiamata &#8220;alga&#8221; ma in realtà la <em>Posidonia oceanica</em> è una pianta a tutti gli effetti e vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo.<br />
Il suo nome è un chiaro omaggio a Poseidone, dio del mare venerato nell&#8217;antica Grecia, ed è per questo che alcuni pensano che in realtà questa pianta marina si chiami Poseidonia invece che Posidonia come l&#8217;aveva nominata Linneo, biologo svedese vissuto nel 1700 inventore della nomenclatura binomiale delle specie.<br />
Proprio come le piante terrestri la Posidonia ha radici, fusto (detto rizoma) e foglie attraverso le quali effettua la fotosintesi arricchendo d’ossigeno il nostro mare; per questo viene considerata come il “polmone del Mediterraneo”, esattamente come la foresta Amazzonica lo è per l’intero pianeta Terra. Ma non solo: la Posidonia ha anche fiori e frutti. Il frutto viene comunemente chiamato “oliva di mare” in quanto assomiglia molto, per forma e colore, ad un’ “oliva terrestre”.</p>
<p>L’ intreccio dei rizomi e delle lunghe foglie nastriformi, che riescono addirittura a rallentare il moto ondoso, costituisce un luogo di riparo per pesci e invertebrati marini, dove possono trovare anche cibo in abbondanza costituito da piccoli animali ed alghe che usano le foglie e i rizomi della Posidonia come supporto e che sono detti &#8220;epifiti&#8221;. I rizomi, inoltre, assieme alle radici riescono a trattenere il sedimento proteggendo così i litorali sabbiosi e prevenendo una loro eventuale erosione.</p>
<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/03/egagropile.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 0px 8px;" title="egagropile" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/03/egagropile.jpg" alt="egagropile" width="197" height="161" /></a>Le foglie di Posidonia col tempo si distruggono e si sfibrano; le fibre, trasportate dalla forza delle onde, si riuniscono in strutture globose che si chiamano &#8220;egagropile&#8221; o &#8220;pilae marine&#8221;, che non sono altro che quelle &#8220;palline&#8221; fibrose che si trovano lungo le spiagge.</p>
<p>Negli ultimi anni, purtroppo, si sta assistendo alla regressione, per lo più dovuta all’inquinamento, di molte praterie di Posidonia che colonizzano la nostra fascia costiera e considerando il ruolo importante che questa pianta ha nell’ecosistema del Mediterraneo è stata dichiarata specie protetta.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/la-posidonia-il-polmone-del-mediterraneo/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: Posidonia © <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">A. Tommasi</a>]</p>
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		<title>Carlotta, la cernia mascotte</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 08:11:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Acquario Mediterraneo dell’Argentario ha una mascotte molto particolare: si tratta di una cernia bruna di nome Carlotta.
Carlotta vive nel nostro Acquario ormai da 12 anni, ancor prima del trasferimento della struttura dalla piccola sede in via del Molo all’attuale, che si trova all’inizio del lungomare dei navigatori. La cernia fu portata da un pescatore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/carlotta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-51" style="FLOAT: left; MARGIN-LEFT: 8px; MARGIN-RIGHT: 8px" title="carlotta" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/04/carlotta.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></em>L’Acquario Mediterraneo dell’Argentario ha una mascotte molto particolare: si tratta di una cernia bruna di nome Carlotta.</p>
<p>Carlotta vive nel nostro Acquario ormai da 12 anni, ancor prima del trasferimento della struttura dalla piccola sede in via del Molo all’attuale, che si trova all’inizio del lungomare dei navigatori. La cernia fu portata da un pescatore di Porto Santo Stefano, che l’aveva trovata ancora viva nel suo palamito; appena arrivata pesava circa 4 kg, poi nel corso degli anni, mangiando il suo cibo preferito (merluzzi, calamari e sardine) è cresciuta parecchio e adesso “vanta” un peso di circa 8/10 chilogrammi.</p>
<p>I soci dell’Accademia Mare Ambiente la amano e la coccolano, e lei a sua volta mostra loro affetto facendosi accarezzare, pulire i denti e grattare la pancia. Fra tutti i soci dell’A.M.A. è palese il suo affetto particolare verso Massimo Barlettani, vicepresidente e responsabile dell’allestimento delle vasche, che fin dal suo arrivo si è occupato amorevolmente e costantemente di lei, proprio come fosse un familiare. Massimo racconta che circa 9 anni fa Carlotta gli fece prendere un grosso spavento: la cernia, infatti, si era ingoiata il termometro che indicava la temperatura della vasca. Dopo tre giorni di ansie e preoccupazioni Massimo e tutto lo staff dell’Acquario hanno visto, con grande sollievo, il termometro galleggiare nella vasca … Carlotta aveva finalmente rigurgitato l’oggetto indigesto!</p>
<p>In questi anni la nostra mascotte ha dimostrato di avere una salute di ferro, ha avuto solo qualche problema parassitario che è stato, per fortuna, tempestivamente risolto grazie all’intervento del medico veterinario.</p>
<p>Alcuni visitatori, vedendo questo pesce così grande in una vasca che certo non si può definire enorme, si sono chiesti se Carlotta potrebbe trovare giovamento nell’essere spostata in una vasca più grande, ma lei ha ampiamente dimostrato di gradire la sua vasca. Infatti le cernie, anche in mare aperto, sono abituate a rimanere molto vicine alla loro tana e se ne allontanano proprio mal volentieri. Questo loro comportamento, unito al loro carattere curioso, le rende molto vulnerabili, inoltre le loro carni appetibili ne fanno sicuramente delle ottime prede per i pescatori; per questi motivi, tutto sommato, Carlotta può ritenersi una cernia fortunata!</p>
<p>Alessandro Tommasi, presidente dell’A.M.A., per farla conoscere a tutti i bambini d’Italia, l’ha resa protagonista di una serie di documentari a scopo didattico nei quali la nostra beniamina si ricorda di quando viveva in mare aperto e durante il suo viaggio immaginario incontra le varie specie marine spiegandone le caratteristiche biologiche ed etologiche come una vera e propria star televisiva.</p>
<p>Come tutte le cernie anche Carlotta diventerà presto un maschio: il cambiamento di sesso di solito avviene dopo il dodicesimo anno di età, e la nostra mascotte ha sicuramente più di 12 anni. Comunque considerando che Carlotta ultimamente sembra mostrare degli atteggiamenti particolari verso un’altra cernia bruna, sua compagna di vasca, crediamo proprio che la nostra beniamina si stia preparando a compiere il “grande passo”.</p>
<p>[Articolo originale su <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/carlotta-la-cernia-mascotte/">Acquario Mediterraneo dell'Argentario</a>. Nella foto: Carlotta © <a href="http://www.flickr.com/photos/tremandy/">E. Birardi</a>]</p>
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		<title>Riapre l&#8217;Acquario con due nuove vasche</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:42:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Acquario Argentario]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente riapre l&#8217;Acquario di Porto S. Stefano dopo un mese di chiusura per lavori di manutenzione e per la realizzazione di due nuove vasche tematiche da 2000 litri ciascuna.
Le nuove vasche sono state costruite grazie al generoso contributo erogato dall&#8217;Ente Cassa Risparmio di Firenze e al lavoro prezioso dei volontari dell&#8217;Accademia Mare Ambiente, associazione no-profit [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/01/ingresso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-41" style="FLOAT: left; MARGIN-LEFT: 8px; MARGIN-RIGHT: 8px" title="ingresso" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/01/ingresso.jpg" alt="" width="241" height="156" /></a>Finalmente riapre l&#8217;Acquario di Porto S. Stefano dopo un mese di chiusura per lavori di manutenzione e per la realizzazione di due nuove vasche tematiche da 2000 litri ciascuna.<br />
Le nuove vasche sono state costruite grazie al generoso contributo erogato dall&#8217;Ente Cassa Risparmio di Firenze e al lavoro prezioso dei volontari dell&#8217;Accademia Mare Ambiente, associazione no-profit che gestisce l&#8217;Acquario.<br />
L&#8217;inaugurazione avrà luogo <strong>sabato 17 Gennaio</strong> alle ore <strong>17:30</strong> presso la sede dell&#8217;Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario, a Porto Santo Stefano, Lungomare dei Navigatori 44/48.</p>
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		<title>L&#8217;Argentarola, un tesoro da scoprire insieme</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 19:38:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[É uscito il nuovo dvd prodotto dall&#8217;Accademia Mare Ambiente, l&#8217;associazione no-profit che gestisce l&#8217;Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario, dal titolo &#8220;L&#8217;Argentarola, un tesoro da scoprire insieme&#8221;.
Le splendide immagini subacquee, riprese dal presidente dell&#8217;associazione e pluripremiato fotografo subacqueo Alessandro Tommasi, mostrano i meravigliosi fondali dell&#8217;Argentarola, un&#8217;isoletta che si trova davanti al promontorio dell&#8217;Argentario. Oltre a tutte le forme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/01/copertinaargentarola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-36" style="FLOAT: left; MARGIN: 5px 8px" title="copertinaargentarola" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2009/01/copertinaargentarola-216x300.jpg" alt="" width="151" height="201" /></a>É uscito il nuovo dvd prodotto dall&#8217;Accademia Mare Ambiente, l&#8217;associazione no-profit che gestisce l&#8217;Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario, dal titolo &#8220;L&#8217;Argentarola, un tesoro da scoprire insieme&#8221;.<br />
Le splendide immagini subacquee, riprese dal presidente dell&#8217;associazione e pluripremiato fotografo subacqueo Alessandro Tommasi, mostrano i meravigliosi fondali dell&#8217;Argentarola, un&#8217;isoletta che si trova davanti al promontorio dell&#8217;Argentario. Oltre a tutte le forme di vita che popolano le pareti subacquee dell&#8217;isola, il video mostra anche la grotta carsica sommersa, con le sue stalattiti e stalagmiti, la cui apertura si trova pochi metri sotto il livello del mare.<br />
I fondali dell&#8217;Argentarola offrono allo spettatore uno spettacolo mozzafiato, che non ha niente a che invidiare ai ben più famosi fondali del Mar Rosso, e che è sicuramente degno di essere protetto per far sì che anche le generazioni future possano goderne.</p>
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		<title>Online il sito aggiornato dell&#8217;Acquario dell&#8217;Argentario!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 15:58:53 +0000</pubDate>
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Finalmente è online il sito ufficiale dell&#8217;Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario aggiornato!!! Sono state cambiate grafica e contenuti. Il sito aggiornato darà più rilievo alle news e a quelle informazioni che i visitatori cercano per prima cosa, come orario, prezzo dei biglietti e descrizione delle vasche!
Il sito è stato appena messo online e per adesso contiene soltanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acquarioargentario.org"><img class="alignleft size-full wp-image-17" style="margin: 8px; float: left;" title="sitoacq" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2008/09/sitoacq.jpg" alt="" width="200" height="117" /></a></p>
<p>Finalmente è online il <strong>sito ufficiale</strong> dell&#8217;<strong>Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario</strong> aggiornato!!! Sono state cambiate grafica e contenuti. Il sito aggiornato darà più rilievo alle news e a quelle informazioni che i visitatori cercano per prima cosa, come orario, prezzo dei biglietti e descrizione delle vasche!<br />
Il sito è stato appena messo online e per adesso contiene soltanto le informazioni basilari sull&#8217;acquario, ma con un po&#8217; di pazienza verranno aggiunte pagine e notizie che potranno anche essere commentate, così tutti potremmo diventare protagonisti attivi dell&#8217;Acquario dell&#8217;Argentario!</p>
<p>Quindi andate a visitare <a href="http://www.acquarioargentario.org">www.acquarioargentario.org</a> e buon divertimento!</p>
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		<title>I racconti di Carlotta &#8211; volume II</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:18:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finalmente è uscito il tanto atteso secondo capitolo de &#8220;I racconti di Carlotta&#8221;. In questo documentario Carlotta, la cernia mascotte dell&#8217;Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario, ci illustra gli Echinodermi, i Molluschi e i Crostacei. Proprio come nel &#8220;Volume I: I Pesci&#8221;, Carlotta, nuotando nelle acque del Mar Mediterraneo incontra le varie specie di invertebrati e, interagendo con loro in simpatici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2008/09/carlotta2-c-r.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15" style="margin: 8px; float: left;" title="carlotta2" src="http://www.netcomspace.com/vianatweb/wp-content/uploads/2008/09/carlotta2-c-r.jpg" alt="Copertina DVD Carlotta volume II" width="139" height="194" /></a>Finalmente è uscito il tanto atteso secondo capitolo de &#8220;I racconti di Carlotta&#8221;. In questo documentario Carlotta, la cernia mascotte dell&#8217;<a href="http://www.acquarioargentario.org">Acquario Mediterraneo dell&#8217;Argentario</a>, ci illustra gli Echinodermi, i Molluschi e i Crostacei. Proprio come nel &#8220;Volume I: I Pesci&#8221;, Carlotta, nuotando nelle acque del Mar Mediterraneo incontra le varie specie di invertebrati e, interagendo con loro in simpatici colloqui, ne illustra i caratteri biologici, ecologici ed etologici più salienti.<br />
Ulteriori informazioni su questo DVD didattico possono essere lette nella <a href="http://www.amadidattica.net/portal/mod/book/view.php?id=165&amp;chapterid=46" target="_blank">Scheda</a> sul sito <a href="http://www.amadidattica.net">www.amadidattica.net</a>. I testi e le immagini subacquee sono di <a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/alessandro-tommasi/">Alessandro Tommasi</a>, presidente dell&#8217;<a href="http://www.acquarioargentario.org/index.php/accademia-mare-ambiente">Accademia Mare Ambiente</a> di Porto S.Stefano e fotografo subacqueo pluripremiato, e la post-produzione è a cura della <a href="http://www.mediatouch.it">Mediatouch 2000 srl</a>. Anche io ho partecipato alla realizzazione dell&#8217;opera come supervisore scientifico.</p>
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