Scritto il 30 luglio 2009 alle 15:22
È appena uscito il nuovo DVD didattico prodotto dall’Accademia Mare Ambiente dal titolo “Viaggio nel Mare Nostrum”. Il documentario analizza tutti i piani litorali in cui è suddiviso il Mar Mediterraneo e mette in rilievo le differenze che contraddistinguono il bacino occidentale da quello orientale per mezzo delle bellissime immagini riprese da Alessandro Tommasi, presidente dell’A.M.A. e fotografo subacqueo pluripremiato.
L’intento principale dell’opera è quello di sensibilizzare gli spettatori alla protezione degli ecosistemi marini e renderli consapevoli della fragilità degli equilibri ecologici che regolano l’ambiente mediterraneo.
Per chi ne vuole sapere di più ecco la Scheda del DVD.
Scritto il 29 luglio 2009 alle 17:15
[Ordine: Fabales; Famiglia: Fabaceae; Subfamiglia: Caesalpinioideae; Genere: Caesalpinia]
Nel giardino davanti alla mia casa si trova questo bell’arbustello (nella foto) con fiori gialli e stami molto lunghi di un rosa acceso. Per anni mi è stato detto che si trattava di una specie di Albizia, pianta ornamentale molto comune nei giardini giapponesi. Ho fatto una lunga ricerca su google per scoprire di che specie si trattasse, ma delle 50 specie di Albizia che sono riuscita a rintracciare nessuna le assomigliava neanche lontanamente!
Infatti quella che ho io in giardino non è un’Albizia ma una Caesalpinia gilliesii che con l’Albizia ha in comune solo il fatto di appartenere alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), alla quale appartengono anche le mimose. Nei paesi anglosassoni questa pianta viene comunemente chiamata “bird of paradise“, uccello del paradiso, da non confondersi con il “bird of paradise flower” che è la Strelitzia, pianta dai fiori arancioni e blu appartenente alla famiglia delle Strelitziaceae. Il genere Caesalpinia fu creato dal biologo svedese Carl von Linné, conosciuto come Linneo (1707-1778), in onore del botanico italiano Andrea Cesalpino (1519-1603).
La Caesalpinia gilliesii è una pianta ornamentale, nativa dell’Argentina ed Uruguay, che si è ben adattata al clima delle nostre latitudini. I fiori, portati in racemi lunghi fino a 20 cm, hanno 5 petali gialli con 10 stami rossi scarlatto molto lunghi e sporgenti. Gli arbusti possono arrivare fino ad un’altezza di 3 o 4 metri.
Una curiosità: il legno viene spesso utilizzato per la costruzione di archetti per violino.
[Nella foto: Caesalpinia gilliesi © F.Birardi]
Scritto il 25 luglio 2009 alle 15:22
[Ordine: Caryophyllales; Famiglia: Aizoaceae; Genere: Carpobrotus]
Al genere Carpobrotus (che deriva dal greco carpos, che significa frutto, e brotos, che vuol dire commesitibile) appartengono molte specie di piante succulente (le cosiddette “piante grasse”) originarie del Sud Africa, che però hanno colonizzato anche i nostri litorali e sono molto diffuse lungo le coste maremmane.
Una specie che si ritrova frequentemente sulle nostre spiagge è il Carpobrotus edulis, che è comunemente conosciuto con il nome di “Fico degli Ottentotti”, così chiamato in onore del gruppo etnico che vive in Africa sudoccidentale e che si ciba del frutto di questa pianta. Il frutto, dall’aspetto rugoso, ha colore bruno, forma allungata e un sapore acidulo. Alle nostre latitutini queste piante cominciano a fiorire ad Aprile; i fiori sono abbastanza grandi ed hanno una colorazione vivace che va dal rosa al giallo.
I Carpobrotus prediligono i terreni sabbiosi e formano dei tappeti molto fitti ed estesi per mezzo delle loro foglie carnose a sezione triangolare. Molto spesso mostrano un comportamento invasivo: infatti la loro fitta copertura può arrivare addirittura a “soffocare” le altre piante già presenti in un dato areale, portandole alle morte.
Una curiosità: si dice che il succo di questa pianta abbia proprietà antidolorifiche e disinfiammanti, che sarebbero molto efficaci contro le lesioni provocate dalle cnidociti (cellule urticanti) delle meduse.
[nella foto: Carpobrotus edulis, © F.Birardi]
Scritto il 22 luglio 2009 alle 12:35
È stato recentemente pubblicato il libro Flora and Vegetation of the Italian Transitional Water Systems a cura di Ester Cecere, Antonella Petrocelli, Giulio Izzo e Adriano Sfriso ed edito da CORILA.
Fortemente promosso da LaguNet (Italian network for lagoon research) questo libro ha l’intento di colmare le lacune esistenti riguardo alle conoscenze sugli ecosistemi lagunari grazie alla collaborazione degli esperti del settore che operano su tutto il territorio italiano.
Un capitolo è stato dedicato alla flora della laguna di Orbetello: Lenzi M., Birardi F., Boddi S., Roffilli R., Solari D., Sartoni G., The lagoon of Orbetello, pag 111-124.
Altre informazioni: qui
Scritto il 22 giugno 2009 alle 18:13
Si svolgerà dall’1 al 4 Ottobre 2009 ad Orbetello il III Congresso Lagunet (Italian network for lagoon research), dedicato alla conservazione e valorizzazione degli ecosistemi di transizione e al ripristino ambientale.

Il Congresso, organizzato dall’Università di Siena, Polo Universitario Grossetano e Comune di Orbetello, sarà incentrato su 4 tematiche:
1) Gestione, conservazione e recupero degli ecosistemi di transizione
2) Struttura e funzione degli ecosistemi lagunari
3) Valutazione dello stato di salute ed applicazione della Water Framework Directive (2000/60/CE) agli ecosistemi di transizione
4) Educazione scientifica, didattica e divulgazione
Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale del Congresso.
[Nella foto: Laguna di Ponente, Orbetello (GR), © F.Birardi]