Scritto il 5 ottobre 2009 alle 11:12
In occasione del III Congresso Lagunet (Italian Network for lagoon research), che si è tenuto ad Orbetello dall’1 al 4 ottobre 2009, è stato presentato il sito www.amadidattica.net curato dall’Accademia Mare Ambiente.
Si tratta di un sito e-learning di biologia ed ecologia marina e lagunare, costruito su piattaforma open source moodle, utilizzata dalle maggiori università italiane e straniere.
I 7 percorsi formativi proposti dall’AMA, ai quali si può accedere attraverso un’iscrizione completamente gratuita, sono rivolti sia agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, sia alle persone interessate alla formazione permanente ma anche ai docenti che vogliano reperire materiale didattico interattivo per le proprie classi. Gli argomenti trattati sono: “il mare“, “il Mediterraneo“, “il mare dell’Argentario“, “la flora marina mediterranea“, “la fauna marina mediterranea“, “l’uomo e il mare“, “zone umide: la Laguna di Orbetello“.
I percorsi formativi sono composti da articoli brevi e semplici, che forniscono nozioni di base che potranno essere implementate successivamente dagli utenti, inoltre sono corredati da immagini, filmati, collegamenti a siti esterni, glossari e quiz di autovalutazione. Gli studenti sono seguiti da docenti e amministratori del sito ai quali possono rivolgersi in caso di aiuto e chiedere la creazione di nuovi corsi e l’inserimento di nuovi argomenti.
Visitate amadidattica.net!
Scritto il 31 luglio 2009 alle 17:22
[Ordine: Fabales; Famiglia: Fabaceae; Genere: Albizia]
Dato che in un precedente articolo ho menzionato l’Albizia, è giusto che adesso dedichi un post proprio a lei.
Tanto per cominciare il nome “Albizia” le è stato dato in onore di colui che nel 1740 ha introdotto questo genere di piante in Europa dopo un suo viaggio a Costantinopoli: il naturalista Filippo degli Albizzi, nobile fiorentino e lontano avo di mia nonna (così posso “vantare” sia i geni del naturalista che quelli dell’inquinatore ecologico nel mio DNA!).
In totale le specie di Albizia, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, sono circa 50, tutte originarie dell’Asia, Australia e Africa tropicale.
L’Albizia julibrissin nota come Acacia di Costantinopoli o Gaggia arborea, è una specie molto comune in Maremma. Essa ha dei fiori a forma di piumino (nella foto) con colori che vanno dal bianco al rosa. Gli alberi possono raggiungere addirittura i 12 metri di altezza. Produce frutti a forma di baccelli al cui interno sono contenuti i semi.
Una curiosità: il nome specifico julibrissin viene dalla parola persiana “gul-i abrisham” che significa “fiore di seta”.
[Nella foto: Albizia julibrissin © F.Birardi]
Scritto il 30 luglio 2009 alle 15:22
È appena uscito il nuovo DVD didattico prodotto dall’Accademia Mare Ambiente dal titolo “Viaggio nel Mare Nostrum”. Il documentario analizza tutti i piani litorali in cui è suddiviso il Mar Mediterraneo e mette in rilievo le differenze che contraddistinguono il bacino occidentale da quello orientale per mezzo delle bellissime immagini riprese da Alessandro Tommasi, presidente dell’A.M.A. e fotografo subacqueo pluripremiato.
L’intento principale dell’opera è quello di sensibilizzare gli spettatori alla protezione degli ecosistemi marini e renderli consapevoli della fragilità degli equilibri ecologici che regolano l’ambiente mediterraneo.
Per chi ne vuole sapere di più ecco la Scheda del DVD.
Scritto il 29 luglio 2009 alle 17:15
[Ordine: Fabales; Famiglia: Fabaceae; Subfamiglia: Caesalpinioideae; Genere: Caesalpinia]

Nel giardino davanti alla mia casa si trova questo bell’arbustello (nella foto) con fiori gialli e stami molto lunghi di un rosa acceso. Per anni mi è stato detto che si trattava di una specie di Albizia, pianta ornamentale molto comune nei giardini giapponesi. Ho fatto una lunga ricerca su google per scoprire di che specie si trattasse, ma delle 50 specie di Albizia che sono riuscita a rintracciare nessuna le assomigliava neanche lontanamente!
Infatti quella che ho io in giardino non è un’Albizia ma una Caesalpinia gilliesii che con l’Albizia ha in comune solo il fatto di appartenere alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), alla quale appartengono anche le mimose. Nei paesi anglosassoni questa pianta viene comunemente chiamata “bird of paradise“, uccello del paradiso, da non confondersi con il “bird of paradise flower” che è la Strelitzia, pianta dai fiori arancioni e blu appartenente alla famiglia delle Strelitziaceae. Il genere Caesalpinia fu creato dal biologo svedese Carl von Linné, conosciuto come Linneo (1707-1778), in onore del botanico italiano Andrea Cesalpino (1519-1603).
La Caesalpinia gilliesii è una pianta ornamentale, nativa dell’Argentina ed Uruguay, che si è ben adattata al clima delle nostre latitudini. I fiori, portati in racemi lunghi fino a 20 cm, hanno 5 petali gialli con 10 stami rossi scarlatto molto lunghi e sporgenti. Gli arbusti possono arrivare fino ad un’altezza di 3 o 4 metri.
Una curiosità: il legno viene spesso utilizzato per la costruzione di archetti per violino.
[Nella foto: Caesalpinia gilliesi © F.Birardi]
Scritto il 25 luglio 2009 alle 15:22
[Ordine: Caryophyllales; Famiglia: Aizoaceae; Genere: Carpobrotus]
Al genere Carpobrotus (che deriva dal greco carpos, che significa frutto, e brotos, che vuol dire commesitibile) appartengono molte specie di piante succulente (le cosiddette “piante grasse”) originarie del Sud Africa, che però hanno colonizzato anche i nostri litorali e sono molto diffuse lungo le coste maremmane.
Una specie che si ritrova frequentemente sulle nostre spiagge è il Carpobrotus edulis, che è comunemente conosciuto con il nome di “Fico degli Ottentotti“, così chiamato in onore del gruppo etnico che vive in Africa sudoccidentale e che si ciba del frutto di questa pianta. Il frutto, dall’aspetto rugoso, ha colore bruno, forma allungata e un sapore acidulo. Alle nostre latitutini queste piante cominciano a fiorire ad Aprile; i fiori sono abbastanza grandi ed hanno una colorazione vivace che va dal rosa al giallo.
I Carpobrotus prediligono i terreni sabbiosi e formano dei tappeti molto fitti ed estesi per mezzo delle loro foglie carnose a sezione triangolare. Molto spesso mostrano un comportamento invasivo: infatti la loro fitta copertura può arrivare addirittura a “soffocare” le altre piante già presenti in un dato areale, portandole alle morte.
Una curiosità: si dice che il succo di questa pianta abbia proprietà antidolorifiche e disinfiammanti, che sarebbero molto efficaci contro le lesioni provocate dalle cnidociti (cellule urticanti) delle meduse.
[nella foto: Carpobrotus edulis, © F.Birardi]